Veterinari in Ticino tra costi liberi e poche regole
Specialisti improvvisati, prezzi liberi e pochi controlli in un settore in piena espansione nel cantone che ha due dei quattro ospedali veterinari di tutta la Svizzera – Come mai?
29 maggio, 22:30
Due ospedali veterinari a meno di un chilometro e mezzo: il Ticino Animal Hospital di Manno, aperto nel 2018, e il più recente Ospedale veterinario La Trinità di Cadempino, inaugurato nel 2023. Due strutture presenti sul territorio della Svizzera italiana che rappresentano un caso unico a livello nazionale. Su tutto il territorio svizzero, infatti, si contano solo altri due ospedali veterinari — entrambi universitari — a Zurigo e a Berna.
E allora la domanda è inevitabile: com’è possibile che proprio in Ticino ce ne siano due? La risposta porta dritto a un vuoto legislativo.
Nel settore veterinario, infatti, non esiste alcuna legge che regoli l’utilizzo del termine “ospedale”. Nessuna definizione ufficiale, nessun criterio minimo da rispettare. E soprattutto: nessuna autorizzazione da ottenere. In altre parole: chiunque può chiamarsi “ospedale”.
Sono le stesse strutture a definirsi tali, sulla base dei macchinari di cui dispongono, degli spazi o degli orari di apertura — spesso 24 ore su 24. Ma senza uno standard condiviso. E qui nasce il problema. Perché chi varca la porta di un “ospedale veterinario” si aspetta un certo livello di cure. Si aspetta reparti, protocolli, specialisti. In una parola: garanzie.
Ma queste garanzie, oggi, non sono stabilite dalla legge. E non è tutto. Nel sistema attuale chiunque può definirsi “specialista”. Può bastare l’esperienza maturata negli anni, oppure un master o un corso — anche online. Di fatto, il titolo non è protetto.
Eppure, i veri specialisti esistono. Sono veterinari che, dopo la laurea, affrontano anni di formazione post-graduale per ottenere titoli riconosciuti come FVH o EBVS, registrati nel MedReg.
Il punto è che questi titoli non sono obbligatori per presentarsi al pubblico come specialisti. Il risultato? Un sistema in cui, per il cliente, diventa quasi impossibile distinguere tra competenze certificate e autodichiarate.
Una situazione che preoccupa anche gli addetti ai lavori. Lo scorso dicembre, l’Ordine dei medici veterinari del Canton Ticino ha parlato apertamente di un settore che sta “diventando una giungla”. Il presidente, Andrea Togni, ha chiesto più regole e più controlli. Ma, al momento, senza risposte concrete.
E c’è un altro aspetto che alimenta dubbi e malcontento: i prezzi. Perché anche qui non esiste alcuna regolamentazione. Nessuna tariffa minima o massima. Una conseguenza della legislazione federale contro i cartelli: ogni veterinario è libero di stabilire i propri costi.
Prezzi liberi: per lo stesso trattamento da 95 a 200 franchi
Con il risultato che, per lo stesso trattamento, le differenze possono essere anche molto importanti. Noi abbiamo voluto verificarlo. In un piccolo test su tre strutture diverse, per la stessa visita abbiamo pagato cifre nettamente differenti. Siamo passati dagli 95 franchi del Ticino Animal Hospital di Manno ai 130 dell’Ospedale veterinario per animali da compagnia La Trinità di Cadempino fino ai 200 franchi spesi alla Clinica veterinaria Albanova di Massagno. Un dato che solleva una domanda semplice: quanto costa davvero curare il proprio animale — e su quali basi?
Le risposte, oggi, restano poche. E il rischio è che, in assenza di regole chiare, a orientarsi sia sempre e solo il cliente. Da solo.
ALBANOVA
LA TRINITA'
TICINO ANIMAL HOSPITAL
FONTE: RSI - PATTI CHIARI
Centri veterinari che si autoproclamano ospedali, specialisti senza specializzazione, prezzi liberi e pochi controlli in un settore in piena espansione
Negli ultimi anni in Ticino si è registrato un aumento delle strutture veterinarie e dei professionisti che operano al loro interno. Sempre più famiglie possiedono un animale domestico: basti pensare che, a fronte di una popolazione di quasi 360'000 abitanti, sono censiti oltre 100'000 gatti e quasi 34'800 cani. Tradotto: ci sono molti animali che generano un interessante giro d'affari.
Il settore è in piena espansione, con la nascita di nuove realtà, tra cui anche un ospedale veterinario. I proprietari di animali, allo stesso tempo, sono diventati più esigenti e attenti alle cure che vengono loro proposte.
Tutto porterebbe a pensare che ci sia da rallegrarsi di fronte a un'offerta così capillare. Ma non è così. Il mondo veterinario ticinese appare infatti poco regolamentato. Detto altrimenti: ognuno può fare un po' quello che vuole. Un esempio? Il termine "specialista" non è protetto: chiunque può definirsi tale in una branca medica senza aver seguito una formazione specifica. Anche i tariffari delle cure di base, come vaccinazioni o sterilizzazioni, non sono omologati. A imperare è il libero mercato e una forte concorrenza.
A questo si aggiunge l'assenza di un contratto collettivo di lavoro (CCL) per il personale del settore, con una forte presenza di frontalieri.
Questa situazione disfunzionale crea problemi sia per chi lavora nel settore sia per i proprietari di animali, che si sono trovati di fronte a trattamenti lunghi, sbagliati o costosi e a personale poco incline alla trasparenza.
Alessandra Spataro, Valerio Scheggia



